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Biciclettata di primavera 2014

 

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Settimana della Bonifica maggio 2014 PDF Stampa E-mail

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A CALDO: L’attività dei Consorzi di Bonifica per il Polesine non è importante, è fondamentale. PDF Stampa E-mail

Si parla di "sforbiciata" ai Consorzi di bonifica, ma va evidenziato che le funzioni che i nostri Enti svolgono devono essere comunque mantenute.
La difesa del territorio, l'irrigazione e la sicurezza idraulica sono questioni affrontabili solo da un organismo snello, libero da eventuali vincoli di patto di stabilità e, soprattutto, senza eccessiva burocrazia. Deve poter intervenire tempestivamente, sapendo in tempo reale quando e dove, perché le emergenze non lasciano spazio alle lungaggini.
La bonifica in Polesine, anziché di tagli, avrebbe bisogno di vedere aumentate le risorse, perché il costo dell'energia elettrica ad esempio, è elevatissimo ed ogni goccia d'acqua che cade deve essere sollevata e necessita di energia.
Senza il lavoro quotidiano dei Consorzi, il territorio ormai molto urbanizzato sarebbe ancora più a rischio allagamenti, anche per i recenti cambiamenti climatici. Sono le esperienze e le conoscenze dirette di chi opera sul territorio, e nel trapasso delle nozioni di generazione in generazione, che consentono di poter effettuare le giuste manovre alle opere di bonifica per far defluire nei tempi giusti i volumi d'acqua.
Abbiamo visto tutti cosa è successo lo scorso inverno con le piogge che hanno messo sotto stress l'intera rete di corsi d'acqua: trascurare la bonifica sarebbe devastante per questi territori. La difesa del suolo non può che essere gestita da un ente molto presente sul territorio, che si dedica esclusivamente a bonifica, irrigazione e sicurezza idraulica, riuscendo a gestire l'acqua portandola dove serve e togliendola dove farebbe danni.

 
Aggiornamenti sui lavori del Consorzio. PDF Stampa E-mail

Sta avanzando a ritmo serrato la realizzazione dei lavori del Consorzio di bonifica Adige Po finanziati con il Piano Irriguo Nazionale.

Il Consorzio è destinatario di finanziamenti statali su 5 progetti di sistemazione idraulico-irrigua per un importo complessivo di 29,4 milioni di euro.

I lavori vanno ad interessare la sistemazione del Cavo Maestro del Bacino Superiore con 2 progetti rispettivamente di 2 e di 12 milioni di euro nei comuni di Melara, Bergantino, Castelnovo Bariano, Ceneselli e Salara, il rinforzo delle arginature del Ceresolo per la formazione di un serbatoio irriguo per un importo di 10,4 milioni di euro nei comuni di Badia Polesine, Lendinara, Lusia, Rovigo, il ripristino dell’ex alveo abbandonato del canale Adigetto per la creazione di un serbatoio irriguo per 3,8 milioni di euro nei comuni di Adria, Loreo e Cavarzere ed infine il completamento dei lavori per la costruzione di un sistema irriguo integrato nel bacino San Pietro per 1,2 milioni di euro nei comuni di Cavarzere e Chioggia.

L’intero pacchetto di interventi si sviluppa in 10 appalti articolati per categorie, essendo previsti lavori idraulici, edili, elettromeccanici e stradali.

L’avanzamento degli stessi è quindi diversificato, risultando alcune lavorazioni prioritarie rispetto ad altre.

Anche l’attività di acquisizione delle aree finalizzate alla realizzazione degli interventi è in avanzata fase di esecuzione e a buona parte degli “espropriati” è già stato erogato l’acconto pari all’80% dell’indennità.

Nel dettaglio la situazione risulta la seguente.

Per quanto riguarda il cavo Maestro del Bacino Superiore si tratta di 2 interventi di manutenzione straordinaria di un canale realizzato più di un secolo fa che necessità di una ricalibratura con ripristino e presidio delle scarpate in modo sia opportunamente fronteggiata la crescente domanda irrigua di zone sempre più vaste dell’area dell’Alto Polesine.

A distanza di 100 anni dalla costruzione le opere richiedono con evidenza un adeguamento per conservare l’efficienza e per conformarle alle nuove esigenze riscontrate.

Il Cavo Maestro attraversa infatti terreni di diversa natura ed in corrispondenza degli strati sabbiosi o torbosi l’alveo si restringe e si ostruisce ulteriormente a causa di numerosi franamenti delle sponde. Lo stesso canale è soggetto per tutto l’anno ad un intenso esercizio: durante i mesi da ottobre a marzo è sottoposto alle piene autunnali e primaverili, da maggio a settembre è in permanente massimo livello per esigenze irrigue. In tali condizioni d’esercizio le sponde vengono pesantemente sollecitate dal carico e scarico delle escursioni d’acqua. A ciò si aggiunge la devastante attività di dissesto e pericolo per la sicurezza provocato da diverse specie di animali, quali nutrie o gamberi.

I numerosissimi affluenti apportano abbondanti depositi di terreni provenienti dal dilavamento superficiale originato dalle piogge e dall’irrigazione, largamente praticata. L’alveo originale risulta pertanto ostruito e bisognoso di completo espurgo, le sponde necessitano di ampio ripristino e rinforzo con adeguati presidi, i manufatti, pure essi sollecitati dall’intenso esercizio e ormai vecchi di oltre 100 anni abbisognano di radicali ripristini e di adeguamento alle attuali esigenze dei carichi stradali.

Il primo progetto riguarda il completamento della sistemazione del Cavo Maestro per un tratto di circa 5.330 metri tra il ponte Dosso Ramina in comune di Ceneselli e il ponte Cavallazzo in comune di Salara, che risulta intermedio a tratti sui quali il Consorzio è già intervenuto nel recente passato.

In particolare gli interventi previsti riguardano:

-        il risezionamento del canale nel tratto suindicato;

-        la realizzazione di presidi di sponda a monte e valle dei manufatti per dare maggiore stabilità alle scarpate;

-        la costruzione di chiaviche in sostituzione delle esistenti in corrispondenza degli affluenti principali;

-        il rialzo arginale del tratto più a monte per assicurare la sicurezza idraulica del territorio;

-        il ripristino della continuità arginale del canale tramite l’inserimento di tubazioni in PVC in corrispondenza dell’immissione degli scoli;

-        il ripristino dei manufatti esistenti nel succitato tratto di canale nel rispetto dell’attuale configurazione architettonica con interventi di riparazione delle murature ammalorate (ponti: “Dosso Ramina”, “Magherino”, “Croce”, “S.P.n.1”, “Veratica”, “Cavallazzo”);

-        la sistemazione ed il consolidamento di tratti di piste di servizio poste in sommità arginale per una lunghezza complessiva di circa 2 km.

Il progetto prevede l’esecuzione di due appalti: il primo riguarda i “lavori idraulici”, in corso di ultimazione (foto 1), e il secondo è relativo ai “lavori edili e stradali” e verrà avviato successivamente per dare sistemazione e funzionalità al tronco interessato dai prioritari lavori idraulici.

 

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Il secondo progetto sul Cavo Maestro del Bacino Superiore riguarda la sistemazione del tratto più a monte per un’estesa di circa 13 km compreso tra il sostegno Dondazzi in Comune di Melara e il ponte sostegno Canova in Comune di Castelnovo Bariano. La tipologia degli interventi è analoga a quella del progetto precedente.

Nei tratti ove non è possibile il transito sulle sommità arginali è prevista la formazione di una banchina per l’accesso dei mezzi di manutenzione, mentre in altri tratti è prevista la formazione muri di sostegno.

Il volume complessivo di scavo ammonta a circa 200.000 mc dei quali parte viene reimpiegato nei lavori, parte viene steso sui terreni prospicienti.

Sono inoltre previste le seguenti opere:

-    interventi di ripristino di 24 ponti;

-    costruzione di manufatti di raccordo ai ponti e sistemazione della canaletta irrigua Cavallotti-Arginino.

-    demolizione e ricostruzione di chiaviche di sbocco, chiavichette e tombini secondari;

Il progetto prevede l’esecuzione di due appalti: il primo riguarda i “Movimenti terra, presidi, opere stradali”, la cui esecuzione è iniziata nelle scorse settimane con 2 cantieri a Castelnovo Bariano lungo via Canova SP 52 (foto 2) e via Argine Valle (foto 3), e il secondo relativo ai “Manufatti ed opere di carpenteria metallica” che verrà avviato a breve.

 

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Per quanto riguarda il canale Ceresolo il progetto prevede la sistemazione del tratto di monte del canale Ceresolo per un’estesa di circa 14 km tra le località Badia Polesine e Lusia oltre al completamento dell’opera di bacinizzazione del canale stesso mediante la sistemazione dei numerosi manufatti esistenti e l’installazione di paratoie metalliche in grado di regolare in modo ottimale il deflusso delle acque verso il mare sfruttando al massimo la risorsa idrica derivata dall’Adige.

In particolare gli interventi previsti riguardano:

-   lo scavo ed il risezionamento del canale (dalla progressiva 0 alla 13.674 m);

-   la realizzazione di presidi di sponda per l’intera estesa interessata dallo scavo,

-   la costruzione di manufatti di scarico dei canali affluenti del Ceresolo con inserimento di elettropompe di emergenza;

-   la fornitura e posa in opera di paratoie metalliche da installare in parte su sostegni già esistenti ed in parte su nuovi manufatti;

-   la sistemazione dei numerosi ponti e sostegni esistenti lungo il canale e la realizzazione di piste di servizio per la manutenzione del corso d’acqua;

-   il ripristino degli accessi ai fondi e della continuità arginale del canale;

Il progetto prevede l’esecuzione di 4 appalti relativi a lavori “idraulici”, “ edili”, “ stradali” ed “elettromeccanici”.

Sono già state effettuate le gare relative ai lavori idraulici e a quelli edili.

Il progetto relativo all’ex Alveo Adigetto prevede il ripristino a scopo irriguo dell'alveo, attualmente in disuso e privo dell'arginatura in destra idraulica, per un tratto di circa 5 km,. In particolare gli interventi previsti in questo appalto riguardano:

-   lo scavo ed il risezionamento del canale;

-   la realizzazione di presidi di sponda per l’intera estesa interessata dallo scavo;

-   la costruzione di derivazioni irrigue;

-   il ripristino degli accessi ai fondi;

-   fornitura e posa in opera di apparecchiature elettromeccaniche (motopompe, tubazioni, valvole e paratoie).

I lavori, già appaltati, sono in fase di avvio.

Infine l’intervento nel bacino San Pietro di Cavarzere prevede la fase finale della sistemazione a scopo di miglioramento del sistema di distribuzione irrigua del bacino San Pietro mediante la ricalibratura e presidio delle sponde del canale Valgrande Padovani per un estesa di circa 5 km.

Il progetto prevede l’esecuzione delle seguenti tipologie di lavori:

-       il risezionamento del canale Valgrande Padovani;

-       la realizzazione di presidi di sponda con pietrame;

-       la realizzazione di un sifone a cavaliere d’argine.

I lavori sono già in fase di ultimazione, essendo iniziati nel marzo del 2013, consentendo così di completare un sistema irriguo integrato nel bacino. (foto 4 e 5)

 

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Consorzio Adige Po, 6 milioni in tre interventi per sicurezza e manutenzione PDF Stampa E-mail

Quasi sei milioni che in tempi di crisi non son certo poca cosa. Tanto verrà stanziato infatti dal Consorzio di bonifica Adige Po per opere di consolidamento su tre diverse direttrici di intervento: la cifra complessiva ammonta a 5.899.287,91 euro, fondi previsto e messi a disposizione dal Piano irriguo nazionale per il centronord dal Ministero delle Politiche agricole, alimentati e forestali.

Il primo intervento, il più cospicuo - poco più di tre milioni - interessa i territori comunali di Castelnovo Bariano e Melara. Si tratta di un appalto che riguarda la realizzazione di uno stralcio del completamento dei lavori di sistemazione idraulica-irrigua del Cavo maestro del Bacino superiore, nello specifico i quasi 13 chilometri compresi tra il ponte "Canova" a Castelnovo Bariano e il nodo idraulico "Dondazzi" a Melara. Le opere riguardano scavo e risezionamento del canale, realizzazione di presidi di sponda a tratte saltuarie per dare maggiore stabilità alle scarpate ed esecuzione di opere complementari quali consolidamento del piste di servizio e ripristino di strade interrotte.

Il secondo tra gli interventi finanziati - 2.006.944,79 euro - riguarda un'area compresa tra Adria, Cavarzere e Loreo: l'opera punta al ripristino dell'ex alveo noto come ex Adigetto, un tratto di circa 5 chilometri che si punta a utilizzare come strumento utile per l'accumulo di acqua ad uso irriguo. Gli interventi riguarderanno scavo e risezionamento dell'ex alveo, presidi di sponda e fornitura e posa di apparecchiature elettroidrauliche.

A chiudere la serie, i lavori che interesseranno Badia, Lendinara e Luisa: quasi 900mila euro per il rinforzo e la bacinizzazione del tratto di monte del canale Ceresolo per assicurare il fabbisogno irriguo della zona grazie anche alla costruzione di vie di scarico dei canali affluenti e la manutenzione delle murature esistenti nel tratto principale.

 
S. Benedetto, il Consorzio di bonifica si prepara alla festa PDF Stampa E-mail

Archiviato con successo il convegno "Smart Waters", per il Consorzio di Bonifica Adige Po è già conto alla rovescia in vista di San Benedetto. Mercoledì 26 marzo, infatti, si celebra per la 51esima volta la festa del patrono dei bonificatori e delle bonifiche, consuetudine che ricorre tradizionalmente il giorno 21 ma che quest'anno è stata posticipata: una giornata attesa con trepidazione anche perché coinciderà con il lancio ufficiale della settima guida all'archivio storico sulla bonifica polesana.

 

A partire dalle ore 9.30, con appuntamento in sala "Amos Bernini" a Palazzo Campo, già sede storica del Consorzio di Bonifica Padana Polesana, interverranno Elide Terenzoni e Cristina Tommasi della Soprintendenza archivista per il Veneto e Francesca Pivirotto e Lorenzio Maggi, archivisti, che dell'opera sono i curatori. A seguire, alle 11.30, presso il vicino tempo rodigino "La Rotonda", Santa Messa celebrata dal vescovo di Adria-Rovigo, monsignor Lucio Soravito prima Di un momento conviviale che vedrà a raccolta i consorziati.

 

Una settimana importante, questa, per l'Ente che lo scorso week-end come detto ha organizzato e ospitato un importante convegno che ha fatto il punto su cooperazione e sicurezza idrica nelle aree fragili del mondo: due giorni di workshop, incontri e sessioni di lavoro con l'ausilio di esperti del settore e la collaborazione preziosa dell'Università degli Studi di Trieste, in un ambizioso tentativo - riuscito - di coniugare esperienza sul campo e scienze sociali per attuare la tanto decantata gestione integrata dell'acqua.

 

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Convegno Smart Waters - 21-22 Marzo 2014 PDF Stampa E-mail

Smart water non rimanda solo ad un uso intelligente dell'acqua. Riguarda anche la sua distribuzione socio-spaziale e una gestione che sia quanto più condivisa possibile.

Il convegno, organizzato attraverso un call for cases nazionale, vorrebbe tenere assieme tre dimensioni: expertise, equità territoriale e inclusione politica; compito non facile in un mondo dell'acqua assai conflittuale, piuttosto chiuso, ed ora sollecitato dagli esiti del cambiamento climatico.

Insomma un forum inter-disciplinare, con un tentativo di inserimento delle scienze sociali, per attuare la tanto decantata gestione integrata dell'acqua.

 

Smart Waters

Cooperazione e sicurezza
idrica nelle aree fragili

 

21 marzo - ore 15.00
presso
Consorzio Università Rovigo,
Viale Marconi 2, Rovigo

 

22 marzo - ore 9.00
presso
Consorzio di Bonifica Adige Po,

P.zza Garibaldi 8, Rovigo

 

locandina smart waters small

 

Visualizza la brochure dell'evento

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www.lscmt.units.it/osti/14Acqua/Aqueeque&solidali.htm

 
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